martedì 11 luglio 2017
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Monte dei Paschi: OK dalla Bce al piano di salvataggio MPS

Monte dei Paschi: OK dalla Bce al piano di salvataggio MPS

Monte dei Paschi: OK dalla Bce al piano di salvataggio MPS

La Bce dà l’ok al piano Mps Via 10 miliardi di sofferenze,  banca bocciata agli Stress test.

Cessione di crediti e aumento di capitale per Monte dei Paschi: «Operazione senza precedenti».
No alla proposta di Passera.
Giudizio positivo dall’Eba per altri 4 istituti italiani

Una promozione e una bocciatura. Nel giorno del giudizio per il Monte dei Paschi, l’istituto senese ottiene il via libera dalla Bce al piano di salvataggio che prevede la maxicartolarizzazione di 10.2 miliardi netti di crediti deteriorati e il conseguente aumento di capitale fino a un massimo di 5 miliardi per la cui sottoscrizione è stato già formato un consorzio di otto banche internazionali a guida JpMorgan e Mediobanca.

È la soluzione «di mercato» che scongiura l’intervento pubblico da parte del Tesoro (si dice soddisfatto il ministro Padoan perché l’«operazione rafforza Mps e aumenterà il sostegno all’economia reale») e preserva gli obbligazionisti del Monte dagli effetti di un potenziale bailin. È un verdetto che fa passare in secondo piano la bocciatura negli stress test comunicata in serata dall’Autorità bancaria europea (Eba): Siena è l’unica tra le banche italiane con una pagella negativa, la peggiore tra le 51 analizzate. Passano invece l’esame («Buona tenuta» specifica Bankitalia) Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare e Ubi Banca. Le «prove di salute» hanno evidenziato una carenza nella capacità di Mps di affrontare scenari economicofinanziari avversi. Al campanello d’allarme non fa però seguito alcun obbligo. E il nuovo piano favorirà il risanamento.
Il doppio responso è arrivato nella giornata in cui a Siena si è riunito il cda per approvare i conti: utile netto sopra le attese del mercato nei primi sei mesi del 2016 a 302 milioni di euro.
Board che ha anche scartato il piano alternativo presentato dall’ex ministro Corrado Passera e dalla banca Ubs.

IL PIANO

Via i crediti che i debitori non riescono più a restituire, quelli che Bruxelles aveva chiesto all’istituto senese di ridurre entro il 2018.
Dell’acquisto si farà carico in parte il fondo Atlante (1,6 miliardi).
La vendita dei «non performing loan» dovrà essere compensata da una ricapitalizzazione («Vedremo se ridurre l’aumento attualmente fissato a 5 miliardi» spiega l’a.d. Viola) a cura di JpMorgan e Mediobanca insieme a Santander, Goldman Sachs, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank e Bank of America.
Un’operazione che Rocca Salimbeni definisce «senza precedenti per struttura e dimensione sul mercato italiano» e che al suo completamento riconfermerà il Monte «tra gli istituti leader del sistema bancario Italiano, con una posizione patrimoniale solida, un ridotto profilo di rischio, una qualità del credito significativamente migliorata ed un rinnovato potenziale di crescita della redditività».

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