venerdì 9 giugno 2017
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Mattarella, la legge elettorale va approvata in fretta

Mattarella, la legge elettorale va approvata in fretta

Mattarella, la legge elettorale va approvata in fretta

Il Quirinale vuole accelerare sulla riforma ferma da gennaio E la politica reagisce: discussione a Montecitorio il 29 maggio

Mattarella a convocato il presidente del Senato, Pietro Grasso e la collega della Camera dei Deputati, Laura Boldrini e ha dettato i compiti.
Provvedere «sollecitamente» a una nuova legge elettorale ed eleggere il giudice della Corte Costituzionale, che deve essere ancora rimpiazzato.
Il capo dello Stato Sergio Mattarella rompe gli indugi e, davanti alla prospettiva di elezioni anticipate prima della scadenza naturale del febbraio 2018 (e con il Pd che sbloccherà lo stallo dopo le primarie di domenica), chiede di definire una situazione ferma da gennaio, quando la Consulta ha bocciato il ballottaggio e salvato il premio di maggioranza.

Mattarella alle Camere «La legge elettorale va approvata in fretta

Alla Camera, la legge uscita dalla riscrittura della Corte Costituzionale e quindi ora in vigore, indica un proporzionale con soglia di sbarramento al 3%. Non sono previste coalizioni: la lista che tocca il 40% dei voti ottiene un premio di maggioranza che gli garantisce 340 deputati, cioè una maggioranza di circa il 55%.
Al Senato è invece in vigore una legge proporzionale senza alcuna forma di premio di maggioranza.

Per eleggere senatori, le liste devono ottenere almeno l’8% dei voti, le coalizioni almeno il 20 e i partiti che ne fanno parte il 3. Si discute su possibili correttivi (trenta le proposte di legge depositate in commissione Affari costituzionali della Camera) ma, intanto, le parole di Mattarella ottengono il primo effetto: la riforma della legge elettorale approderà a Montecitorio il 29 maggio, la presentazione del testo base potrebbe avvenire già martedì.

Le reazioni, invece, arrivano subito.

«Abbiamo proposto una nuova formulazione basata su due punti fondamentali: i collegi uninominali e un ragionevole premio di maggioranza. Mi sembrano buona basi di partenza », osserva Zanda (Pd). Mentre Forza Italia, con Brunetta, accusa Renzi di ritardare la operazioni: «Il capo dello Stato si rivolga al Pd e al suo segretario in pectore, che da mesi bloccano i lavori a Montecitorio in attesa che vengano celebrati prima il congresso e poi le primarie».
Tutti i partiti danno ragione a Mattarella bisogna rendere più omogeneo il sistema elettorale ma tutti attaccano l’avversario: i grillini rilanciano il Legalicum (tra le proposte, doppia preferenza di genere al Senato invece dei capilista bloccati), su cui anche Renzi si è detto disposto a trattare. «E poi, andiamo immediatamente al voto», sottolinea l’M5S.

Quanto al nuovo giudice della Consulta, ruolo rimasto vacante dopo le dimissioni di Giuseppe Frigo, 81 anni, nello scorso novembre, il Parlamento tenterà di eleggerlo il 4 maggio in seduta comune.

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