venerdì 9 giugno 2017
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La Federal Reserve (Fed) alza i tassi dello 0,25-0,50%
La Federal Reserve (Fed) alza i tassi dello 0,25-0,50%

La Federal Reserve (Fed) alza i tassi dello 0,25-0,50%

La Federal Reserve (Fed) alza i tassi dello 0,25-0,50%

La Fed alza i tassi dopo nove anni «Segni di ripresa

Era il 16 dicembre 2008 quando l’allora presidente della Fed Ben Bernanke decise di azzerare il tasso di riferimento per il mercato interbancario americano. Dopo sette anni (e a 9 anni dall’ultimo rialzo) ieri è finita l’era del denaro a tasso zero negli Stati Uniti.

La Federal Reserve ha infatti deciso all’unanimità (con 10 voti a favore) di alzare il costo del denaro allo 0,25-0,50% e il tasso di sconto dallo 0,75 all’1 per cento, visti i «considerevoli progressi dell’economia», come ha spiegato il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen.

La Banca Centrale Usa porta il costo del denaro allo 0,25-0,50%

«Ci vogliono decisioni impattanti»

La mossa era ampiamente attesa dagli investitori e mette fine a un’era caratterizzata da una politica monetaria decisamente accomodante, conseguenza della crisi finanziaria del 2008- 2009. Nel documento conclusivo della riunione del Fomc — il Comitato monetario della banca centrale Usa — si giustifica il rialzo con «i notevoli miglioramenti del mercato del lavoro» e la «ragionevole fiducia nel fatto che l’inflazione salirà nel medio termine verso l’obiettivo del 2%. Alla luce di questo, la Fed ha spiegato come sia giunto «il tempo di decisioni che abbiamo un impatto sugli sviluppi economici futuri».

La situazione non è facile: «I rischi globali persistono, ma l’economia degli Usa si è rafforzata e gli aumenti graduali sono appropriati», ha aggiunto la Yellen. Ieri Wall Street ha chiuso con un +1,28%.

L’ultimo rinvio era scattato a settembre, quando la Banca centrale era parsa pronta a una stretta ma la crisi cinese e i rischi delle sue ripercussioni hanno consigliato di prendere tempo.
L’economia americana ha dato indicazioni incoraggianti accompagnate da sintomi di debolezza che non hanno reso facile la missione economica.

La crescita si aggira attorno al 2% e il tasso di partecipazione alla forza lavoro, al 63%, resta ai minimi dagli Anni Settanta, mentre l’inflazione è inchiodata al di sotto dei livelli auspicati del 2%.

L’occupazione ha ripreso slancio, con la creazione di 211 mila posti di lavoro in novembre spingendo il tasso di disoccupazione al 5%, la metà del 10% all’apice della crisi.

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