domenica 11 giugno 2017
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La Fed rimanda rialzo dei tassi, Mib rimbalza +5,03%
La Fed rimanda rialzo dei tassi, Mib rimbalza +5,03%

La Fed rimanda rialzo dei tassi, Mib rimbalza +5,03%

La Fed rimanda rialzo dei tassi, Mib rimbalza +5,03%

Dopo il dato negativo di martedì, Piazza Affari chiude con un +5,03%, spinta dai titoli bancari, fra cui Intesa Sanpaolo (+14,45%) e Unicredit (+11,91%)

Per l’Istat, la produzione industriale nella media del 2015 è cresciuta dell’1%. Il dato dell’auto nel 2015 ha registrato, in particolare, un + 42,5%

Nel giorno in cui l’Istat fornisce i dati sulla produzione industriale (+ 1% nella media del 2015, primo rialzo dal 2011, con boom del settore dell’auto, ma calo mensile del 0,7% in dicembre), la Borsa di Milano ritrova il sorriso.
Martedì aveva perso il 3,2%, facendo registrare il peggior dato europeo, ieri ha chiuso a + 5,03%.
Un “rimbalzo” favorito dai titoli bancari (tra gli altri, Intesa +14,45%, Unicredit +11,91%), dopo che la Borsa di Tokyo aveva chiuso in negativo (-5,4%).

Lo spread tra btp e bund sfiora i 140 punti base (in chiusura 139,5). Milano è così la maglia rosa europea, ma in generale le borse del continente chiudono in rialzo.
A sostenerle, le parole del presidente della Federal Reserve americana, Janet Yellen, che allontana la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse già portati a 0,25-0,50 lo scorso dicembre, a causa dei rischi sul fronte delle prospettive economiche (in patria ma anche in Cina, oltre ai dati del petrolio).

«L’incertezza – spiega la Yellen – ha portato a un aumento della volatilità nei mercati globali finanziari e, con sullo sfondo una persistente debolezza all’estero, ha esacerbato le preoccupazioni per le prospettive della crescita globale».

Maxi decreto riforma del credito cooperativo

Ad aiutare i mercati, almeno nelle intenzioni del governo, anche il maxi-decreto legge ieri sera sul tavolo del consiglio dei ministri e che prevede la riforma del credito cooperativo (forse con la strada dell’holding unica), nuove misure per accelerare il recupero dei crediti e norme che traducono l’accordo con Bruxelles sulla garanzia dello Stato sulle sofferenze bancarie.

Brutte notizie, invece, per i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Cari- Chieti, gli istituti interessati dal decreto “salvabanche”.
Gli indennizzi non verranno erogati con un decreto legge subito operativo ma con decreti interministeriali e uno del presidente del consiglio.
L’intenzione è seguire una via «più flessibile» che, per eventuali correzioni, non debba passare dal Parlamento. «Un passo indietro», lamenta l’associazione Vittime del Salva-banche.

Per l’Istat, la produzione industriale nella media del 2015 è cresciuta dell’1%. Il dato dell’auto nel 2015 ha registrato, in particolare, un + 42,5%

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