giovedì 13 luglio 2017
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La Cgil avvisa Renzi: sciopero generale sul decreto lavoro

La Cgil avvisa Renzi: sciopero generale sul decreto lavoro

La Cgil avvisa Renzi: sciopero generale sul decreto lavoro

La Camusso: «Pronti a protestare il 25 ottobre»

E i vescovi: «L’articolo 18 non è un dogma di fede»

Ci si mobilita e cadono moniti, sempre sullo stesso tema pieno di spine.

Ieri Matteo Renzi è rientrato in Italia, dove tutto o quasi ruota attorno all’articolo 18: la Cgil è minacciosa e prospetta un autunno bollente, più concilianti i vescovi al punto da far intravedere una sponda al premier.

Le parole più bellicose del segretario generale Cgil, Susanna Camusso, che sul calendario ha già segnato in rosso il 25 di ottobre: «Se si decidesse di procedere con il decreto bisogna proclamare lo sciopero generale », ha detto.

Tra gli applausi dell’assemblea Fiom a Cervia, ha pure rilanciato l’idea di una patrimoniale e ribadito un vecchio concetto: «Siamo tornati ad un’idea del lavoro servile, le divisioni dei sindacati sono strumento per il governo». Dopo le critiche spedite venerdì al premier, la Cei è sembrata quasi tenera per bocca del presidente, il cardinale Angelo Bagnasco: «L’articolo 18 non è un dogma di fede e la sua eventuale abolizione serve solo se crea posti di lavoro altrimenti non serve a niente».

La battaglia inquieta soprattutto il Pd, in ebollizione in vista della direzione di domani. Per questo, continua la mediazione certosina fra le varie componenti del partito, mentre Renzi ha preparato un videomessaggio, registrato sull’aereo che lo ha riportato in patria dopo 5 giorni: «Quello che si è appena concluso negli Usa è stato un viaggio interessante e impegnativo, ci dice che il Paese non è finito e deve ancora scrivere la sua pagina migliore».

Se sarà, serviranno comunque strappi su scelte difficili, come la riforma del lavoro su cui non cede di un millimetro né ai sindacati né alla minoranza Dem. Domani dovrebbe imporre la linea dura in direzione e tanti saluti alle mediazioni.

Poi, martedì, il consiglio dei ministri approverà con il Def il quadro macroeconomico per costruire la legge di stabilità.

Nell’attesa, per Renzi un po’ di aria di casa e un po’ di glamour: atterrato in mattinata, nel pomeriggio era già alla Basilica di San Miniato al Monte, a Firenze, testimone al matrimonio di Marco Carrai, fidato amico-consigliere e presidente della società che gestisce l’aeroporto cittadino.

C’era parecchia finanza e qualche politico, mentre fuori cannoneggiava la Cgil.

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