lunedì 10 luglio 2017
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Jobs Act, il Garante: Sulla privacy niente controlli invasivi

Jobs Act, il Garante: Sulla privacy niente controlli invasivi

Jobs Act, il Garante: Sulla privacy niente controlli invasivi

Richiamo sul controllo a distanza dei lavoratori. Il governo: «Le norme rispettano le linee guida»

I sindacati si erano immediatamente ribellati, ribadendo un no netto alle nuove regole del Jobs Act che allargano le maglie dei controlli a distanza nei luoghi di lavoro tramite telecamere, per intenderci, ma anche pc, cellulari, gps e strumenti elettronici.

A scatenare l’allarme dell’arrivo del “grande fratello” sui luoghi di lavoro è stato uno dei quattro decreti legislativi in attuazione della riforma del lavoro.

Ma ieri ci ha pensato il Garante della privacy a mettere dei paletti: «È auspicabile — ha detto il presidente Antonello Soro in occasione della Relazione annuale sull’attività dell’autorità nel 2014 — che il decreto legislativo all’esame delle Camere sappia ordinare i cambiamenti resi possibili dalle innovazioni in una cornice di garanzie che impediscano forme ingiustificate e invasive di controllo, nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea».

E ancora ha precisato: «Nei rapporti di lavoro il crescente ricorso alle tecnologie dell’organizzazione aziendale, i diffusi sistemi di geolocalizzazione e telecamere intelligenti hanno sfumato la linea tra vita privata e lavorativa. Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano.

Occorre sempre di più coniugare l’esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti».

Immediata la replica del governo: «Il testo riguardo i controlli a distanza nel posto di lavoro è coerente con le discipline europee e con le direttive del Garante della Privacy », è intervenuto Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato.

Che spiega «L’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori sui controlli a distanza è norma già ora ampiamente ineffettiva per la pervasività ineluttabile delle nuove tecnologie e per gli accordi sindacali circa l’uso della videosorveglianza.

Oltre alla questione dei controlli, il Ministero del Lavoro è intervenuto anche precisando che le misure previste per il 2015 dal decreto legislativo in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, tra le quali l’allungamento dei tempi per il congedo parentale, di imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, questi «diverranno strutturali una volta approvato in via definitiva il decreto di riforma degli ammortizzatori sociali».

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