mercoledì 12 luglio 2017
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Istat: si arresta la crescita della povertà assoluta in Italia
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Istat: si arresta la crescita della povertà assoluta in Italia

Istat: si arresta la crescita della povertà assoluta in Italia

Il tanto temuto peggioramento non c’è stato, ma il dato resta grave. Dopo due anni di aumento, nel 2014 si arresta la crescita della povertà assoluta in Italia, che resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente: sono un milione e 470mila, infatti, le famiglie in condizione di povertà assoluta nel nostro Paese, pari cioè a 4 milioni e 102 individui, il 6,8% della popolazione residente. È quanto rilevato dall’Istat nella consueta indagine annuale sulla spesa delle famiglie.

ALLARME AL SUD

Tra i 4 milioni di poveri italiani, 1 milione e 866 mila risiedono nel Mezzogiorno (il 9%), 2 milioni e 44mila sono donne (il 6,6%), 1 milione e 45 mila minori (il 10%), 857 mila hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni (l’8,1%) e 590 mila sono anziani (pari al 4,5%). A livello territoriale, la situazione resta pressoché stabile, con la povertà assoluta, ossia quel livello di spesa minima necessaria per acquistare beni e servizi essenziali per uno standard di vita minimo (ponderata per il numero di componenti e la tipologia di famiglia), che si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all’8,6 al Sud. Da registrare nel Mezzogiorno il calo, dal 12,1 al 9,2%, della povertà assoluta nei piccoli comuni, che resta però quasi doppia rispetto a quella rilevata nelle aree metropolitane (5,8%); trend opposto al Nord, dove il dato è più elevato nelle aree metropolitane (7,4%) rispetto ai restanti comuni (3,2% tra i grandi, 3,9% tra i piccoli). Migliora la situazione delle coppie con figli (dall’8,6% al 5,9%), e delle famiglie con a capo una persona tra i 45 e i 54 anni (dal 7,4% al 6%). Non varia la povertà relativa, che colpisce il 10,3% delle famiglie, ovvero quelle che non raggiungono la spesa media mensile per persona nel paese, così come l’intensità della povertà, stabile al 19,1%, che indica quanto la spesa mensile delle famiglie povere è mediamente al di sotto della linea di povertà, vale dunque a dire «quanto poveri sono i poveri».

«VERGOGNA»

Molteplici e contrastanti i commenti ai dati Istat. Se per il premier Matteo Renzi — che pure non si dice felice «finché non vedrò dati di crescita superiori allo 0,1» — si può comunque parlare di «svolta » e di «dati significativi», di assai diverso avviso è l’Unione dei consumatori: «L’Ista rivela una cosa molto grave: che non c’è stato alcun miglioramento. I dati della povertà assoluta continuano, cioè, ad essere da Terzo mondo». Ancor più critico il Codacons, per cui il numero dei poveri italiani rappresenta «una vergogna per un paese civile».

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