martedì 13 giugno 2017
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Istat ottobre: scende la disoccupazione ma rallenta il Pil
Istat ottobre: scende la disoccupazione ma rallenta il Pil

Istat ottobre: scende la disoccupazione ma rallenta il Pil

Istat ottobre: scende la disoccupazione ma rallenta il Pil

Tasso senza lavoro ai minimi dal 2012. L’allarme dell’Inps: per i 35enni pensione a 75 anni

Disoccupazione ottobe scende all’11,5%, ma aumenta tra i giovani: 39,8%.

A ottobre un nuovo calo, il secondo consecutivo, e non è certo un bella notizia: -39 mila occupati su base mensile rispetto a settembre (-0,2%).
Diffondendo i dati provvisori sul mercato del lavoro, l’Istat ha chiarito che il calo è determinato dagli «indipendenti», tra cui rientrano i lavoratori autonomi.
E ha fatto notare che su base annua, invece, l’occupazione va su: +75 mila persone (+0,3%).

Il tasso di disoccupazione ad ottobre è sceso così all’11,5%, toccando i minimi dal dicembre 2012 (ma aumenta tra i giovani: 39,8%).
Più nel dettaglio, c’è una crescita costante degli occupati di 50 anni o più: +13,9% tra gennaio 2013 e ottobre 2015.

Rallenta la crescita del Pil nel terzo trimestre del 2015

Un piccolo rallentamento, invece, sul fronte Pil: nel terzo trimestre del 2015 è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al 2014.
Un aumento inferiore alle attese ed è a rischio l’obiettivo per fine anno: «Abbiamo fatto previsioni di crescita dello 0,7%, il Mef ha detto lo 0,9%, per me chiudiamo a 0,8% anche se con un sms Padoan mi ha detto: “Tieni la linea dello 0,9”», commenta il premier Matteo Renzi.

Inps: per i 35enni pensione a 75 anni

Pure sulle pensioni non c’è tanto da stare allegri: nonostante le riforme e la crescita prevista dell’età pensionabile, «la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico richiede ulteriori sforzi negli anni a venire».
Lo si legge in un rapporto Ocse, secondo cui il valore dei nostri assegni è pari al 79,7% del salario netto contro un 63% della media Ocse.
E ancora: il peso dei contributi è al 33%, al top nell’area, ed anche la spesa pubblica per la previdenza (al 15,7% del Pil) è al doppio alla media (8,4%).

Inevitabile che le simulazioni dell’Inps per il futuro siano nere: chi oggi ha 35 anni prenderà nell’intera vita pensionistica in media un importo di circa il 25% inferiore a quella della generazione precedente (i nati intorno al 1945) pur lavorando fino a circa 70 anni.
Lo ha detto il presidente Tito Boeri sulla base di un campione di circa 5 mila lavoratori nati nel 1980: ha parlato di problemi di «adeguatezza» dell’importo e sembra quasi un eufemismo, visti i chiari di luna.

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