giovedì 15 giugno 2017
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ISTAT: famiglie in ritardo con saldo bollette utenze domestiche
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ISTAT: famiglie in ritardo con saldo bollette utenze domestiche

ISTAT: famiglie in ritardo con saldo bollette utenze domestiche

Tartassati e indebitati. Sono gli italiani secondo l’istantanea scattata da Istat e Cgia di Mestre in due differenti analisi.

La prima, basata su dati del 2014: le famiglie “in difficoltà” con il pagamento delle spese per la casa sono circa 3 milioni, l’11,7% del totale.
In particolare, il 10,2% delle famiglie si è trovata in ritardo con il saldo delle bollette per le utenze domestiche; il 16,9% ha dovuto posticipare l’affitto, il 6,3% la rata del mutuo.
Un imbarazzo che, non sorprendentemente, riguarda soprattutto le famiglie più povere (1,5 milioni) ma è anche un problema di tariffe: una famiglia spende in media 357 euro mensili, a fronte di un reddito netto di 2.460 euro mensili, con un peso del 14,5%.

«Dati che dimostrano quanto importante sia stato eliminare la tassazione sulla prima casa e quanto siano urgenti misure che favoriscano l’affitto, attraverso una almeno parziale detassazione degli immobili locati, cui si sta lavorando in Senato», osserva Confedilizia, mentre il Codacons chiede «forti rateizzazioni, sconti e misure di sostegno» per chi non riesce a onorare le bollette.

Cgia: pesano 100 tasse sulle tasche di ogni italiano

La Cgia, d’altro canto, non invita all’ottimismo, calcolando come sulle tasche di ogni italiano – alla fine del 2015 – peserà un totale di 100 tasse, ovvero una media a testa di 8 mila euro, che salgono a 12 mila euro in presenza di eventuali contributi previdenziali.
Oltre metà del gettito (53,1%) è causato da Irpef e Iva: la prima garantisce allo Stato un introito che supera i 161 miliardi di euro (il 33,2%, ovvero un terzo del gettito) mentre la seconda sfiora i 97 miliardi di euro (19,9% del gettito).

L’associazione degli artigiani si è anche “divertita” a elencare le curiosità sulle tasse italiane: se quella che paghiamo tutti i giorni è l’Iva, la più pagata dalle società è l’Ires e la più odiata dalle imprese è L’Irap.
Le più bizzarre? Fra tanti esempi, le imposte sugli spiriti (distillazione alcolici) o sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili.

Pochi mesi fa la stessa Cgia aveva calcolato come in Italia, la pressione fiscale sia pari al 43,4% del Pil, il 3,4 % in più rispetto alla media del Vecchio Continente.

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