lunedì 10 luglio 2017
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Istat: effetti bonus 80 euro, sale il reddito ma non i consumi
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Istat: effetti bonus 80 euro, sale il reddito ma non i consumi

Istat: effetti bonus 80 euro, sale il reddito ma non i consumi

I BENEFICIATI NON LI USANO PER COMPRARE DI PIÙ

Il famoso bonus da 80 euro comincia a farsi sentire. Secondo i dati dell’Istat sul terzo trimestre del 2014, infatti, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto, ma i consumi sono rimasti al palo.

L’istituto di statistica fotografa una spinta dell’1,8% tra luglio e settembre, cioè nei primi tre mesi di pieno funzionamento del bonus deciso dal governo Renzi.

La misura però, dicono sempre le statistiche, per il momento non sembra avere avuto impatti positivi sui consumi, rimasti fermi.

E che non sono stati sollecitati neppure dal calo dei prezzi. Anzi, con la deflazione, l’ammontare della spesa in euro è scesa invece che lievitare. Devono invece avere beneficiato dello sconto Irpef i risparmi, con la propensione a mettere da parte tornata ai massimi da cinque anni. «Questo dato — scrive il Ministero dell’Economia in un commento alle cifre — non sorprende: il ministro Padoan ha più volte sostenuto che le famiglie tendono a ricostruire lo stock di risparmio intaccato durante la crisi prima di riprendere il livello adeguato di consumi e investimenti ». Diverso il commento dei consumatori: «Il 2014 sarà ricordato come “l’anno nero del commercio”, al pari del biennio precedente e il bonus da 80 euro introdotto dal governo Renzi, che sulla carta doveva spingere in alto i consumi, si è rivelato purtroppo un flop».

L’Istat segnala inoltre che il rapporto tra deficit e Pil nell’ultima parte dell’anno scorso è salito di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013 e ha raggiunto il 3,5%.

Nei primi nove mesi del 2014 il rapporto è stato del 3,7%, peggiore dello 0,3% rispetto a quello misurato nel corrispondente trimestre del 2013.

L’obiettivo del governo era il 3% nel rispetto dei parametri Ue per il 2014. Sale anche la pressione fiscale, che si attesta al 40,9%, 0,7 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Nei primi 9 mesi dell’anno scorso, invece, la pressione fiscale è calata di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013.

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