venerdì 14 luglio 2017
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Istat: disoccupazione a dicembre scesa al 12,9% rispetto a novembre
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Istat: disoccupazione a dicembre scesa al 12,9% rispetto a novembre

Istat: disoccupazione a dicembre scesa al 12,9% rispetto a novembre

Centomila posti di lavoro in più in un mese. Bene. Ma siamo solo all’inizio. Riporteremo l’Italia a crescere #lavoltabuona ».

Il tweet del premier Matteo Renzi è uno dei primi commenti alle stime dell’Istat, che hanno portato una schiarita sul futuro dell’Italia, facendo balenare i primi segnali di ripresa. S

ia per quanto riguarda il mercato del lavoro sia dal punto di vista dei consumi e dell’attività produttiva. Il tasso di disoccupazione a dicembre 2014 è infatti sceso al 12,9%, 0,4 punti percentuali in meno, in termini congiunturali, rispetto a novembre.

Sempre a dicembre il tasso dei senza lavoro tra i 15-24enni si è attestato al 42%, il valore più basso da dicembre 2013. Una riduzione su base mensile pari ad un punto percentuale. Gli occupati sono tornati così a salire, crescendo di 93 mila unità in un mese, riportandosi, dopo due cali consecutivi, a valori vicini a quelli registrati a settembre 2014.

L’Istituto nazionale di statistica rileva anche un rialzo su base annua, con un aumento di 109mila occupati (+0,5%). Segnali incoraggianti, anche se le condizioni «rimangono molto difficili».

E che lo scenario sia ancora piuttosto grigio lo testimoniano anche i dati del Rapporto Eurispes 2015.

Quasi un italiano su due (il 47%) non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate. Una percentuale che è aumentata di 16,4 punti rispetto al 2014. Solo il 44,2% degli intervistati dichiara, invece, di riuscire ad arrivare a fine mese senza particolari difficoltà. Inoltre, 7 italiani su 10 (71,5%) sottolineano l’erosione del proprio potere d’acquisto. La prima conseguenza è quindi che si tagliano gli acquisti considerati superflui (tempo libero, pasti fuori casa, parrucchiere, estetista…), ma anche che cambiano i modelli di acquisto (più e-commerce e mercato dell’usato).

Secondo il Rapporto, infatti, le famiglie si rivolgono sempre più spesso a punti vendita economici come grandi magazzini, mercatini, outlet (lo fa l’84,5% contro il 75,3% dello scorso anno) e si rimandano gli acquisti ai saldi (l’88,2% contro l’82,9%).

Un piccolo segnale positivo c’è, però, nel Paese, secondo l’Istat.

«In gennaio, l’economia italiana ha mostrato segnali di un possibile recupero della domanda interna».

L’indice anticipatore dell’economia italiana, per l’Istat, infatti, è tornato positivo a novembre, delineando una ripresa dell’attività economica nei primi mesi dell’anno. In questo mese la produzione è salita dello 0,3%.

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