giovedì 13 luglio 2017
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Istat: disoccupati sotto quota 12%, male dati 15-24enni

Istat: disoccupati sotto quota 12%, male dati 15-24enni

Istat: disoccupati sotto quota 12%, male dati 15-24enni

L’Istat: «I senza lavoro ad agosto sotto quota 12%» Renzi: «Merito del Jobs Act». Male il dato dei 15-24enni

Calano i disoccupati, ma per i più giovani il posto è un miraggio

Secondo l’Istat, sono soprattutto i contratti a termine (+ 45 mila) a trainare il calo dei disoccupati

Per il capo del governo Matteo Renzi il merito è del Jobs Act; per la Cgil è tuttavia un dato «contenuto», frutto di una riforma «regalo alle imprese, che assumeranno con gli incentivi risparmiando il 30% del costo del lavoro per tre anni, potendo però licenziare liberamente anche senza giusta causa».

Secondo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, «parliamo di miglioramenti permanenti, frutto di scelte strutturali », ma Adusbef e Federconsumatori accusano («enfasi e ottimismo immotivati») e ironizzano sul «clamoroso calo annunciato che ammonta a ben 0,1 punti percentuali». E sottolineano come «l’andamento dei consumi indichi una ripresa ancora lontana». Guerra di cifre e di parole sugli ultimi dati dell’Istat: nel mese di agosto 2015, il tasso di disoccupazione si attesta all’11,9%, in calo per il secondo mese consecutivo (-0,1% da luglio).

Erano due anni e mezzo che il tasso dei senza lavoro rilevato dall’Istat non scendeva sotto la soglia del 12%: l’11,9% di agosto è il risultato più basso a partire da febbraio 2013. Nei dodici mesi la disoccupazione si riduce del 5% e ciò significa 162 mila persone in meno in cerca di un posto. Migliora anche la stima degli occupati che, dopo l’incremento di giugno (+0,1%) e di luglio (+0,3%), sale in Italia dello 0,3%, con un incremento pari a 69 mila unità.

Da notare la crescita dei contratti a termine, +45 mila. Analisi di Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato: «Merito di un’estate positiva per il turismo ». L’estate è ormai finita ma Renzi può twittare «in un anno più 325mila posti di lavoro», riferendo il dato dell’Istat su base annua, pari a un +1,5%. E calano gli inattivi, 86mila persone in meno che non cercano una occupazione. Ma non ci sono solo buone notizie: a preoccupare è l’aumento della disoccupazione giovanile, fino al 40,7%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in calo di 2,3 punti sull’anno. Gli under 25 “a spasso” sono 631 mila, 13 mila in più rispetto al mese di luglio (+2,1%). Restiamo uno dei Paesi europei con più giovani senza posto, molto lontani da Germania (7%) e Austria (10,8%), almeno stando ai dati Eurostat, che fissano la disoccupazione nell’area dell’euro al 22,3%, tra l’altro in rialzo rispetto a luglio scorso. «Dovremmo riflettere sui modi con cui rilanciare l’apprendistato, oggi spiazzato dai generosi incentivi ai contratti permanenti e sulle positive ripercussioni che le flessibilità previdenziali potrebbero avere sull’occupazione giovanile », ragiona ancora Sacconi.

Nell’attesa, mentre l’inflazione cala sul mese (-0,3%) e sale sull’anno (+ 0,3%), il governo vuole modificare il contributo degli 80 euro: «Non sarà più come un sussidio, ma come una riduzione fiscale», sintetizza il premier. Che si dice convinto: «Siamo fuori dalle sabbie mobili e possiamo dire: missione compiuta ». Anche perché Standard& Poor’s rivede al rialzo le stime di crescita dell’economia italiana: +0,7 per il 2015, +1,2% per il 2016.

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