giovedì 13 luglio 2017
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Istat: deficit al 3%, nel 2014 pressione fiscale su al 43,5%
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Istat: deficit al 3%, nel 2014 pressione fiscale su al 43,5%

Istat: deficit al 3%, nel 2014 pressione fiscale su al 43,5%

I DATI SUI CONTI PUBBLICI: AUMENTATE LE TASSE

L’Italia si avvia a chiudere la partita 2014 con l’Ue sul rapporto deficit-Pil che l’Istat conferma al 3% con gli ultimi dati trimestrali: nel dettaglio, c’è una crescita delle entrate dello 0,6% a cui ha fatto da contraltare una spesa maggiore dello 0,8%.

Ma la pressione fiscale continua a salire, toccando il 50,3% nel quarto trimestre dell’anno e il 43,5% nell’intero 2014. Gli ultimi dati elaborati dall’istituto di statistica arrivano proprio mentre il governo fa gli ultimi ritocchi al Def, il Documento di Economia e Finanza, che approderà martedì al consiglio dei Ministri con le ultime stime che l’esecutivo programma di realizzare per il prossimo triennio.

Nel dettaglio, ritoccherà al rialzo le stime di crescita del 2015, portandole dal +0,6% a un +0,7%: una valutazione prudente legata ai dati contrastanti della produzione nel mese di gennaio. In ogni caso, nei grandi numeri della macchina pubblica italiana tracciati nel conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche dell’Istat, c’è stato pure motivo di polemica. L’ira è del Pd secondo cui l’Istituto avrebbe calcolato il bonus di 80 euro come maggiori spese a carico dello Stato e non come tasse in meno.

Tra i dati, si legge anche il miglioramento della dinamica della spesa per interessi, dovuta nella parte finale dell’anno all’attesa per le mosse della Bce che si sono poi concretizzate nel 2015.

Intanto, dall’analisi delle dichiarazioni Irpef 2013 fatta dal Tesoro pubblicata ieri emerge che la media dei redditi dichiarati è di 20.070 euro. L’82% dei redditi resi noti è da pensioni o lavoro dipendente e mentre i pensionati dichiarano 16.280 euro all’anno e i dipendenti 20.600, gli imprenditori – loro datori di lavoro – si fermano a 17.650 euro di media. Un’anomalia davvero tutta italiana.

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