sabato 15 luglio 2017
Home » Notizie economiche » Grecia: referendum di domenica, forte rischio di uscire dall’euro
Grecia: referendum di domenica, forte rischio di uscire dall’euro

Grecia: referendum di domenica, forte rischio di uscire dall’euro

Grecia: referendum di domenica, forte rischio di uscire dall’euro

Domenica lo storico referendum sul piano europeo Per l’Fmi servono 50 miliardi per ripagare il debito.

La Grecia attende nervosamente il referendum di domenica.

Mancano una manciata di ore al momento della verità, quando gli elettori saranno chiamati a mettere una X sul Sì, se sono favorevoli al piano proposto dai creditori, o sul No, come vuole il premier Tsipras, con il forte rischio di uscire dall’euro.

E mentre l’Alta Corte valuta la costituzionalità della chiamata al voto (si pronuncerà oggi), il ministro delle Finanze Varoufakis ha annunciato ieri che in caso di vittoria dei Sì si dimetterà: «Preferirei tagliarmi un braccio piuttosto che firmare un accordo senza la ristrutturazione del debito». Il ministro, intervistato da Bloomberg tv, ha fatto sapere anche che le banche riapriranno regolarmente martedì e che gli stampi delle dracme sono stati distrutti. Poi ha aggiunto: «Io voglio disperatamente restare nell’euro, questo referendum riguarda solo il modo in cui continueremo a esserci.

Se il No vince ricominceremo subito i negoziati e, credetemi, ci sarà un accordo su basi diverse da quelle delle istituzioni».

Lo ha ribadito Tsipras, ieri sera alla tv greca Antena: «Se il risultato sarà Sì avremo un accordo non sostenibile, ma rispetterò il risultato e avvierò i procedimenti previsti dalla Costituzione. Non bisogna trasmettere ai cittadini allarmismo. Avremo un accordo 48 ore dopo il referendum ». Ed è proprio questo il punto chiave della vicenda: i greci sono convinti che il successo del No non comporti la temuta Grexit, mentre da Bruxelles, almeno al momento, sembrano meno ottimisti. «Se vince il No sarà incredibilmente difficile mettere in piedi un nuovo salvataggio», ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

E gli altri, da Juncker alla Merkel, continuano a ripetere che si tornerà a parlare solo dopo l’esito il voto. DUE FRONTI Il premier oggi terrà un comizio a piazza Syntagma, mentre allo stadio Kaillimarmaro ci sarà una manifestazione per il Sì a cui magari parteciperà qualcuno dei 246 economisti che ieri in una lettera aperta hanno invitato gli elettori a votare Sì, perché una Grexit sarebbe «molto peggio» di qualunque accordo con i creditori. Tutto questo mentre Moody’s abbassa il rating di Atene da Caa2 a Caa3 per «l’imminente rischio default» e l’Fmi comunica che servono 50 miliardi di euro fino al 2018 per far fronte al debito.

Quanto agli effetti sull’Italia, ci ha pensato S&P a fornire qualche preoccupante dato. l’uscita della Grecia dall’euro potrebbe costarci 11 miliardi di euro di maggiori oneri sul debito pubblico, in pratica l’aumento «più grande in assoluto » all’interno dell’Eurozona, a cui l’addio di Atene potrebbe costare in tutto 30 miliardi solo nel periodo 2015-2016.

Voto
Ti è stato utile?
[Media: 0]

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

Trading online: guida al trading, consigli utili e corsi gratis per guadagnare con il trading online

Copyright © 2013 - 2017
Riproduzione Vietata faretradingonline.eu - Sito / blog dedicato al trading online

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com