giovedì 13 luglio 2017
Home » Notizie economiche » Grecia domani al referendum, testa a testa nei sondaggi
Grecia domani al referendum, testa a testa nei sondaggi

Grecia domani al referendum, testa a testa nei sondaggi

Grecia domani al referendum, testa a testa nei sondaggi

Domani lo storico voto: testa a testa nei sondaggi e scontri di piazza tra fazioni Varoufakis: «Accordo in ogni caso». Bruxelles: «Bugiardo». Lunedì banche a secco

Sale la tensione in Grecia quando mancano poche ore al referendum.

Ieri Atene ha assistito ad accesi scontri tra manifestanti e polizia nei pressi di piazza Syntagma, dove in serata si è tenuta la manifestazione in favore del No con tanto di comizio di Tsipras.

Circa trecento persone con il volto coperto da passamontagna hanno tentato di forzare il cordone di polizia lungo una via d’accesso alla piazza: le forze dell’ordine hanno reagito lanciando granate stordenti e lacrimogeni.

Il premier per tutto il giorno, fino al discorso di ieri sera, ha continuato a ripetere quanto sia importante votare No domani: «Nessuno caccerà la Grecia dall’Europa. Il No significa continuare a stare in Europa con dignità. Dobbiamo dire No agli ultimatum, ai ricatti e alla campagna della paura. L’unico modo per rendere sostenibile il debito è un taglio del 30% e un periodo di grazia di vent’anni», ha affermato riferendosi all’Fmi che a tal proposito aveva parlato della necessità per Atene di almeno 50 miliardi di euro entro il 2018.

Migliaia di persone hanno ascoltato l’appello (circa 25 mila), così come tantissimi (si parla di 17 mila) sono stati quelli che allo stadio Kallimarmaro hanno voluto sostenere il Sì.

La Grecia è spaccata, non solo in piazza ma anche nei sondaggi: secondo l’istituto demoscopico Public Issue, che ha effettuato le rilevazione per il quotidiano Avgi, organo di Syriza, il 43% è a favore del No e il 42,5% appoggia il Sì, 9% gli indecisi; secondo Alco per il quotidiano Proto Thema il Sì avrebbe il 41,7%, il No il 41,1% e gli indecisi sarebbero il 10,7%.

Tutto si decide domani, in un referendum storico che ieri è stato dichiarato legittimo dal Consiglio di Stato.

Mentre le banche lanciano l’allarme: i soldi potrebbero essere disponibili fino a lunedì, poi dipenderà dalla Bce.

LO SCONTRO

La giornata si era aperta con nuove scintille tra Atene e Bruxelles. Il ministro delle Finanze Varoufakis, che due giorni fa aveva annunciato le proprie dimissioni in caso di vittoria del Sì, ha infatti fatto sapere che «l’accordo che includerà la ristrutturazione del debito è imminente e verrà trovato al 100% indipendentemente dall’esito delle urne».

Parole che non sono piaciute affatto al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che ha ribadito: «Se i greci voteranno No, la loro posizione sarà drasticamente indebolita. L’accordo sarà difficile anche se vincerà il Sì». Ancora più duro il presidente dell’Eurogruppo, Jeroren Dijsselbloem: «Quanto sostiene Varoufakis è completamente falso». E da Berlino Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze della Merkel, sembra essere d’accordo: «La proposta sulla quale il governo greco vuole far votare non è più sul tavolo. La situazione economica è drammaticamente peggiorata nelle ultime settimane, le trattative saranno comunque molto più difficili».

Voto
Ti è stato utile?
[Media: 0]

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

Trading online: guida al trading, consigli utili e corsi gratis per guadagnare con il trading online

Copyright © 2013 - 2017
Riproduzione Vietata faretradingonline.eu - Sito / blog dedicato al trading online

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com