martedì 11 luglio 2017
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Grecia, attesa referendum con banche chiuse a oltranza

Grecia, attesa referendum con banche chiuse a oltranza

Grecia, attesa referendum con banche chiuse a oltranza

I giovani stanno con il governo, ma i pensionati credono che il sì salvi i loro assegni.

Malgrado il caldo afoso, Atene vive la vigilia del referendum in un clima gelido e di paralisi totale. La gente, impaurita e senza certezze sul futuro dopo aver riempito per due volte piazza Syntagma, un giorno a favore del no, quello dopo del si, è rimasta chiusa in casa per una settimana davanti alla tv sperando di sentire la parola “accordo”. Invano.

Gli scaffali dei supermercati sono stati svuotati in poco tempo. Mancano soprattutto farina, frutta, verdure, latticini, ma anche i salumi, a causa della chiusura di un grosso produttore greco che ha mandato tutti i dipendenti in vacanza.

Vuote le farmacie: non accettano più ricette senza soldi in contanti, razionando i pochi farmaci rimasti a una scatola per persona. Situazione, invece, tornata alla normalità per la benzina.

Banche chiuse a oltranza, bancomat assediati da migliaia di persone al giorno, con il limite di prelievo di 60 euro.

Tanti anche gli anziani disperati che piangono davanti alle telecamere dei tg ricordando che, malgrado gli spiccioli rimasti in tasca, restano gli unici in grado di aiutare figli e nipoti.

Nel momento più duro degli ultimi 40 anni, così, il popolo greco attende in ginocchio l’esito, già consumato e spremuto dai memorandum precedenti della Troika, con 6 persone su 10 disoccupate e con migliaia di lavoratori non pagati o pagati a rate. Negli ultimi sondaggi il no sarebbe in leggero vantaggio (0,6%) nella fascia d’età tra i 20 e i 50 anni.

Favorevoli al sì soprattutto i pensionati, nonostante i loro assegni non superino quasi mai i 300 euro.

Tanti pure gli indecisi.

Persino le spiagge in questo sabato d’attesa sono vuote, cosa insolita per il luglio ellenico. Oltre 50 mila al giorno le cancellazioni turistiche e anche chi si trova nelle isole è costretto senza euro e con le carte di credito bloccate, a fare i conti con una realtà che non ricorda di certo un Paese europeo.

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