lunedì 17 luglio 2017
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Garanzia Giovani lotta per i disoccupati: difendiamo i soldi della Ue

Garanzia Giovani lotta per i disoccupati: difendiamo i soldi della Ue

Garanzia Giovani lotta per i disoccupati: difendiamo i soldi della Ue

Da oggi è online una petizione per non sprecare il miliardo e mezzo di Garanzia Giovani

Nell’Italia dell’ordinaria corruzione, dove anche chi sbandiera legalità viene beccato con la mazzetta in tasca (vedi Helg), è inevitabile che si diffonda il timore che qualunque iniziativa che muova denaro possa essere gestita nel peggiore dei modi.

Per questo “Riparte il futuro”, la campagna contro la corruzione voluta dall’associazione Libera e dal Gruppo Abele fondati da Don Ciotti, ha deciso di mobilitarsi.

Da oggi sul sito www.riparteilfuturo. it/garanziagiovani si potrà firmare una petizione che ha l’obiettivo di tutelare “Garanzia Giovani”, il fondo da un miliardo e mezzo di euro che l’Unione Europea e il governo italiano hanno stanziato per combattere la disoccupazione giovanile (www.garanziagiovani. gov.it).

Si tratta di nuove linee guida da inviare al governo «per correggere la rotta prima che sia troppo tardi».

Il responsabile nazionale di Libera settori Università e politiche giovanili, Carlo Andorlini, spiega perché è necessario partecipare a questa petizione: «Firmare è fondamentale perché c’è in gioco un pezzo importante di fiducia dei giovani nei confronti delle Istituzioni che ora più che mai rischia di interrompersi.

Firmiamo perché il tema del futuro, che tra l’altro è alla base del pensiero della “Garanzia Giovani”, ha bisogno di massima cura ed efficienza e oggi tutto questo stenta ad esserci.

C’è assoluta necessità di centri per l’impiego che riescano a stare nei tempi di proposte che siano corrispondenti alle richieste».

Dalla pagina web della petizione emerge chiara la paura che questo miliardo e mezzo possa diventare «l’ennesimo spreco all’italiana» o magari un modo «per continuare a finanziare pochi privilegiati».

Da quando è partito “Garanzia Giovani”, nel maggio 2014, circa 430 mila ragazzi hanno aderito al progetto, ma meno della metà sono stati contattati per un primo colloquio. Sul sito gestito dal governo sono stati resi disponibili poco più di 50 mila posti, pari al 3% dei giovani senza lavoro (1.723.000 persone). La raccolta firme infatti mira non solo a fare chiarezza sull’utilizzo dei soldi, ma anche a far conoscere l’iniziativa a disoccupati e aziende. «Ad oggi, si legge, l’intera operazione sembra avviata a un amaro fallimento, degno del Paese più corrotto d’Europa.

Dobbiamo intervenire subito».

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