giovedì 13 luglio 2017
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Draghi: abbassamento tassi e acquisto Abs per contrastare la deflazione

Draghi: abbassamento tassi e acquisto Abs per contrastare la deflazione

Draghi: abbassamento tassi e acquisto Abs per contrastare la deflazione

Draghi ha abbattuto i tre tassi di interesse con cui controlla i mercati e subito le Borse sono andate su e l’euro è andato giù, con lo spread sceso a 138 punti.

Siamo forse indifferenti alle Borse, ma siamo molto interessati a un euro meno forte, perché un euro meno forte o addirittura debole aiuta le esportazioni.

L’insieme delle tre misure, unite ad altre operazioni di finanza, dovrebbe contrastare anche la pericolosa discesa dei prezzi che chiamiamo “deflazione”.
La Banca Centrale prevede per quest’anno un’inflazione in Europa allo 0,6, livello troppo vicino allo zero per non destare preoccupazione.
La Bce prevede un recupero lento, nel 2016 l’inflazione, grazie anche alle misure di ieri, dovrebbe essere risalita ad appena l’1,4%.
Ricordiamo che la Bce ha il compito statutario di tenere l’inflazione vicina, ma non sopra, al 2%.

Quali sono i tre tassi di interesse?

– Il tasso più famoso è il cosiddetto tasso di sconto o di rifinanziamento.
È l’interesse che pagano le varie banche quando prendono i soldi in prestito dalla Banca Centrale.
È evidente che poi quando prestano i soldi a noi ricaricano su questo primo tasso, dunque il tasso di sconto o di rifinanziamento ha un effetto immediato sulle nostre tasche, anche se non riguarda i mutui che dipendono invece dall’Euribor o tasso medio interbancario, cioè il tasso che le banche praticano quando si prestano soldi tra di loro.

Tornando al tasso di rifinanziamento o di sconto: era allo 0,15%, è stato schiacciato quasi allo zero. Adesso vale lo 0,05%.
Draghi ha detto che ulteriori ribassi non sono possibili, ma lo aveva detto anche a giugno, quando aveva abbassato il tasso dallo 0,25 allo 0,15.
Quindi 0,05, il più basso della storia e oggi il più basso al mondo, credo, dato che la Fed fa pagare lo 0,25, la Gran Bretagna lo 0,5, il Giappone l’1%, eccetera.
Esistono al mondo tassi ben più sostanziosi, per esempio in Brasile le banche pagano addirittura l’11%, in Russia l’8, in Cina il 6.

– Il secondo tasso si chiama “tasso di rifinanziamento marginale”.
E’ il tasso che scatta quando una banca a corto di liquidità chiede soldi improvvisamente alla Banca Centrale impegnandosi a restituirli dalla sera alla mattina (overnight). Questo tasso è stato portato dallo 0,40% allo 0,30%.
Non è poco, perché l’overnight è quello che serve a evitare quei blocchi della liquidità che abbiamo dolorosamente conosciuto nel primo periodo della crisi.

– Terzo tasso? È il tasso sui depositi.
E cioè: la Banca Belli e Buoni, che si trova della liquidità in cassa, la deposita sul suo conto presso la Bce e lucra sugli interessi. Beh, lucra poco, a dire il vero: perché il tasso era già negativo prima ed è ancora più negativo adesso. Siamo passati dal -0,1 per cento al -0,2 per cento.
La Banca Belli e Buoni deposita cento milioni presso la Bce e quando li rivuole indietro ha meno soldi di prima. Fa così anche la Germania con i tassi sui suoi bond.
È chiaro che questo tasso negativo serve a incoraggiare la circolazione del denaro diminuendo l’interesse delle banche a tenerlo fermo presso la Banca Centrale.

Qual è il significato di queste tre mosse?

Mario Draghi ha spiegato che il board della Bce (cioè il quadro di comando della Banca Centrale) ha discusso anche l’ipotesi del “quantitative easing”, cioè l’acquisto massiccio dei titoli del debito pubblico dei vari stati, strada già percorsa, finora con successo, da giapponesi e americani.
I tedeschi si sono opposti e le decisioni assunte vanno quindi considerate mediazioni tra posizioni diverse (non c’è stata unanimità nemmeno sul taglio dei tassi). Non è detto che al quantitative easing non ci si arrivi, magari a metà ottobre.
Per ora, Draghi ha avuto il permesso di comprare asset backed securities, cioè i famosi Abs.

Cosa sono gli Abs?

Gli Abs sono semplicemente titoli costruiti con i prestiti che le banche hanno concesso ai privati.
I vari prestiti, spezzettati, si mettono in un’unica obbligazione e questa obbligazione corre poi sul mercato come tutte le altre obbligazioni, si apprezza, si deprezza, si compra, si vende.
Si tratta cioè di un derivato, il cui valore dipende dai prestiti sottostanti, se saranno rimborsati oppure no.
Draghi ha specificato che non vuole stranezze o porcherie: «Solo titoli semplici e trasparenti».
Per questa strada le banche dovrebbero/ potrebbero essere costrette a prestare ai privati.
Se non presti ai privati, non puoi costruire Abs, e se non costruisci Abs non hai le garanzie per farti prestar soldi dalla Bce.
C’è una certa eleganza in questa soluzione degli Abs.
La grande crisi è cominciata proprio a causa del materiale indigesto, quando non disgustoso, con cui erano confezionate queste salsicce. E saranno forse altre salsicce ad aiutare la ripresa.

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