mercoledì 12 luglio 2017
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Decreto banche Venete, governo pone ancora la fiducia
Veneto Banca

Decreto banche Venete, governo pone ancora la fiducia

Decreto banche Venete, governo pone ancora la fiducia

SALVATAGGIO BANCHE VENETE

Niente modifiche al testo uscito dalla Commissione. I grillini agitano salvadanai in Aula.

Decreto banche Venete: è bufera

Ancora bufera sulle banche. Ieri il governo ha posto la fiducia alla Camera sul dl sugli istituti veneti, scatenando l’immediata protesta dei deputati del M5S.
Non appena il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha dato l’annuncio, i grillini hanno fatto partire il coro «Ladri, ladri» e mostrato lo striscione con la scritta «Ladri di risparmi».
Quindi hanno agitato decine di salvadanai con dentro qualche monetina, spingendo il presidente di turno, Simone Baldelli, a richiamarli e annunciare sanzioni.
Grillo ha poi postato sul blog: «Non sappiamo cosa vorrà dire domani essere fascisti, sappiamo cosa vuol dire oggi: il governo mette la fiducia sul decreto banche per salvare il culo ai banchieri, mentre 10 milioni di italiani sono a rischio povertà».

Banche Venete: rimborso obbligazioni
subordinate

La fiducia è stata posta sul testo licenziato dalla commissione Finanze, che rispetto al testo originario ha come unica modifica l’inserimento del decreto legge sulla sospensione del rimborso di un bond di Veneto Banca, confluito nel provvedimento sul salvataggio.

Salta così l’intera proposta avanzata da Sanga (Pd) che prevedeva una stretta sulla responsabilità dei manager e un ampliamento della platea dei risparmiatori delle due venete che possono accedere al rimborso forfettario delle obbligazioni subordinate.

Banche Venete: le reazioni del m5s

I Cinquestelle non sono stati gli unici a protestare di fronte a quest’ennesima fiducia. Roberto Speranza (Mdp) ha detto: «Valuteremo come votare, ma per ora il giudizio è negativo. Messo così rischia di diventare un ricatto al Parlamento».
E Stefano Fassina (Si): «Dal governo e dal Pd arriva l’ennesimo atto di arroganza e di ingiustizia sociale nei confronti di decine di migliaia di famiglie».
Dura anche Giorgia Meloni (FdI): «I servi delle banche piazzati dalle lobby al governo chiudono la bocca al Parlamento.
Chi ha messo in ginocchio centinaia di migliaia di risparmiatori deve pagare».
Per Renato Brunetta (Fi) «un governo che prima si impegna ad un’ampia condivisione dei provvedimenti attuativi e poi con arroganza usa e abusa dei decreti legge mettendo sotto i piedi il Parlamento, non può che assumersi le sue responsabilità ».
Oggi alle 14.25 la prima chiama dei deputati

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