venerdì 9 giugno 2017
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Ddl povertà ,Ok al reddito di inclusione in base al modello Isee
Ddl povertà ,Ok al reddito di inclusione in base al modello Isee

Ddl povertà ,Ok al reddito di inclusione in base al modello Isee

Ddl povertà ,Ok al reddito di inclusione in base al modello Isee

Reddito di inclusione per quei nuclei familiari che dimostreranno lo stato di indigenza sulla base del modello Isee.

Legge passata, fino a 480 euro al mese per famiglie con minori, il ministro Poletti: «Passo storico»

Ci sono quasi 4,6 milioni di italiani in povertà assoluta (condizione calcolata sulla valutazione monetaria di un paniere di beni e servizi considerati essenziali): si tratta di dati Istat dell’estate scorsa che tornano d’attualità.
Sono 1.5 milioni le famiglie in povertà assoluta.
Perché ieri, con l’ok del Senato, è passata la legge delega sul cosiddetto «reddito di inclusione» per quei nuclei familiari che dimostreranno lo stato di indigenza sulla base del modello Isee.

Il provvedimento prevede fino a 480 euro al mese rispetto ai 400 attuali, per 400 mila famiglie con figli minori a carico, pari a un milione e 770 mila individui. Le risorse stanziate sono di 1,780 miliardi per 2017 e 1,204 per il 2018 anche se il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che parla di «passo storico» assicura che siano già a bilancio «2 miliardi per il 2017 e altrettanti per il 2018».

Come già annunciato da Poletti, «la persona dovrà sottoscrivere un patto con la comunità locale di riferimento », che prevede anche di «accettare eventuali proposte di lavoro».

Per beneficiare della misura sarà previsto un requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale.
Ci sarà un graduale aumento di chi ha diritto all’aiuto, favorendo nuclei famigliari con figli minori o con disabilità grave, donne in stato di gravidanza, disoccupati con più di 55 anni.

Ddl povertà, opposizioni: briciole e dubbi sulle coperture

«Un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà», il tweet del premier Paolo Gentiloni, spalleggiato dalla presidente della Camera Laura Boldrini («anche se le risorse sono ancora inferiori alle necessità»).
Ma le opposizioni sono critiche e parlano di «briciole» e hanno dubbi sulle coperture.
E fa discutere l’agevolazione fiscale per ricchi stranieri.

Anche nel centrosinistra.
Per il governatore toscano Enrico Rossi «è un cedimento a un principio costituzionale: tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva».

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