giovedì 13 luglio 2017
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Censis: pensionati e giovani se la vedranno male

Censis: pensionati e giovani se la vedranno male

Censis: pensionati e giovani se la vedranno male

Una ricerca analizza il futuro dei precari tra i 25 e i 34 anni: «Il 65% riceve stipendi da mille euro al mese e avrà assegni ancora più bassi».

Non è un bel futuro. A giudicare dai risultati di una ricerca del Censis con la Fondazione Generali. I giovani di oggi guadagnano poco e anche da anziani non se la passeranno meglio. Le pensioni di chi oggi ha 30 anni, infatti, saranno basse. Molto basse. Il 40% dei lavoratori dipendenti tra i 25 e i 34 anni riceve uno stipendio netto non superiore ai mille euro al mese e di questi il 65% alla fine del suo percorso lavorativo «avrà una pensione sotto i mille euro, pur con avanzamenti di carriera medi assimilabili a quelli delle generazioni che li hanno preceduti».

Cifre desolanti, soprattutto se si pensa che la previsione della ricerca riguarda quei 3,4 milioni di giovani italiani che sono inseriti nel mercato del lavoro con contratti in qualche modo tutelati. Ci sono, infatti, almeno altri 3 milioni di giovani che vivono di lavoro autonomo o che vanno avanti con contratti di collaborazione.

La possibilità per tutti di assicurarsi una tranquilla vecchiaia, dipende dalla capacità – meglio dalla possibilità – che avranno di versare contributi con continuità. Questo perché la gran parte di essi vive in stato di assoluta precarietà, entrando e uscendo dal mondo del lavoro di continuo. «Il 61% dei millennials (così Censis definisce gli italiani tra 18 e 34 anni, ndr) ha avuto finora una contribuzione pensionistica intermittente, perché sono rimasti spesso senza lavoro o perché hanno lavorato in nero. Per avere pensioni migliori, l’unica soluzione è lavorare fino ad età avanzata, allo sfinimento », si legge nello studio.

Non a caso ciò che fa paura ai giovani italiani non è invecchiare, ma perdere l’autonomia, non poter più badare a se stessi. Sul banco degli imputati, così, finisce per prima la riforma Fornero. «Chiediamo modifiche all’attuale sistema previdenziale e fiscale per ottenere pensioni adeguate per gli anziani di oggi e per quelli di domani », chiosa la Uil, commentando la ricerca.

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