martedì 13 giugno 2017
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Censis: investimenti difensivi e sfiducia nel Parlamento
Censis: investimenti difensivi e sfiducia nel Parlamento

Censis: investimenti difensivi e sfiducia nel Parlamento

Censis: investimenti difensivi e sfiducia nel Parlamento

Il rapporto 2015: mutui in crescita, boom di imprese giovani, sfiducia nel Parlamento.

E’ come quando chiedi a qualcuno come va: lui ti dice che va tutto male, il lavoro, la macchina, la moglie. E allora tu chiedi: e il resto? La risposta è sempre: il resto va bene.

L’Italia è così: il resto ha dentro di sé un’energia misteriosa, che dà la voglia di fare».
Il presidente del Censis Giuseppe De Rita commenta così la “foto” che il Centro Studi Investimenti Sociali ha scattato al Paese nel suo Rapporto annuale.
Un’Italia che «non ritrova il gusto del rischio», vede prevalere «l’interesse particolare », vive in un «letargo esistenziale collettivo», in un certo senso richiamato ieri dall’Istat, che stima la crescita del Pil 2015 al +0,7%, contro lo 0,9% del governo.

Censis: investimenti fortemente difensivo basati sul mattone

Il Censis sgocciola cifre: il valore del patrimonio finanziario degli italiani supera i 4 mila miliardi di euro, + 6,2% dal 2011 al 2015 con uno stile di investimento «fortemente difensivo», basato sul mattone (+94,3% i mutui nel periodo gennaio ottobre 2015 rispetto al 2014 ma dal 2007 +76% negli sfratti).

Censis: sfiducia nel Parlamento

Intanto, il 73% degli italiani ritiene che la discriminazione razziale sia diffusa (era il 61% nel 2012); solo il 18% ha fiducia nel Parlamento e quasi il 43% pensa che la Sanità stia peggiorando.
Segnali si sfiducia in un Paese in cui mancano all’appello 551 mila posti di lavoro rispetto al 2008 e dal 2007 al 2014 il numero di espatriati è più che raddoppiato, passando da 51.113 ai 136.328.

È un’Italia in cui aumenta chi naviga (+7,4%, fino al 71% della popolazione) e guarda la tv online (+1,6% per la web tv), “posta” su Facebook (77,4% dei giovani under 30), non legge libri (-0,7%).

Censis: maggior numero di giovani lavoratori autonomi

Ma è anche un Paese in cui si conta il maggior numero di giovani lavoratori autonomi tra i principali Stati europei: sono 941 mila (nella classe 20-34 anni), seguiti da 849mila inglesi e 528mila tedeschi.
E sono circa 7 mila i giovanissimi titolari d’impresa in più rispetto al 2009 (+20,4%): tra i settori più dinamici, la ristorazione e la ricettività.

Censis: boom di esportazioni nell’agroalimentare

Nell’anno dell’Expo si segnala anche il boom di esportazioni nell’agroalimentare (+6,2% nei primi otto mesi del 2015).

E, intanto, le radici si intrecciano: gli stranieri residenti in Italia sono poco più di 5 milioni (483mila senza lavoro) ma nel 2030 arriveranno a 8,3 milioni e nel Centro-Nord ogni cinque italiani un cittadino sarà straniero.
Con un chiaro contributo all’economia: i titolari d’impresa stranieri sono aumentati del 31,5% tra 2008 e 2014 mentre le aziende guidate da italiani diminuivano del 10,6%. N

on solo: il 44% dei nostri concittadini ritiene che “italiano” sia, semplicemente, chi nasce sul suolo della Penisola.

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