sabato 10 giugno 2017
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Caso Banca Etruria: non spiegati i rischi delle obbligazioni
Misure a favore dei risparmiatori vittime decreto salva banche

Caso Banca Etruria: non spiegati i rischi delle obbligazioni

Caso Banca Etruria: non spiegati i rischi delle obbligazioni

IL CRAC DELLE BANCHE

La vicenda bond della banca Etruria si arricchisce di un nuovo capitolo.
Due funzionari della sede centrale di Arezzo sono sotto inchiesta per truffa.

Ieri i finanzieri hanno effettuato diverse perquisizioni. Secondo la Procura nelle oltre 400 denunce raccolte, è emersa «con ragionevole certezza una cabina di regia a livello manageriale ».
In particolare le indagini hanno evidenziato che gli investimenti in subordinate, su proposta dei responsabili d’area e degli uffici territoriali, sono stati prospettati ai vari clienti come «investimento sicuro ed analogo a quelli in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato».
Talvolta, addirittura il cliente è stato spinto a effettuare il disinvestimento di operazioni a capitale garantito per favorire l’acquisto delle obbligazioni subordinate, che gli erano stato proposto come «una promozione della Banca rivolta ai propri clienti migliori», ma che doveva essere sottoscritta in tempi brevissimi.

In pratica, il sospetto degli inquirenti, è che la pratica sia stata proposta a una clientela priva di un profilo finanziario adeguato all’investimento, riservato di norma ai “professionali”, che possiedono le competenze necessarie per «prendere consapevolmente le proprie decisioni e per valutare correttamente i rischi che assumono ».

Ieri sul crac delle quattro banche di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, è intervenuta la Consob, l’organismo di vigilanza.
Il presidente Giuseppe Vegas si è difeso: «Abbiamo fatto quello che potevamo.
Nell’occasione delle obbligazioni subordinate i prospetti informativi erano stati redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme.
E specificavano — ha sottolineato ancora Vegas — che l’investitore avrebbe potuto perdere l’intero capitale investito».

La Consob ha promesso, però, più semplicità nei prospetti, aggiungendo che nel 2015 gli interventi di vigilanza nei confronti delle banche italiane sono stati 156.

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