giovedì 13 luglio 2017
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Camusso: via libera a licenziare lavoratori singoli e gruppi di lavoratori

Camusso: via libera a licenziare lavoratori singoli e gruppi di lavoratori

Camusso: via libera a licenziare lavoratori singoli e gruppi di lavoratori

Varati i decreti, così cambierà l’articolo 18 Camusso: «È un sì a licenziamenti di gruppo»

L’Ncd deluso: «Un governo senza coraggio»

La novità dell’anno venturo si chiama Jobs Act, soprattutto ora che è arrivata la fase «attuativa», mentre nulla è cambiato nelle polemiche attorno.

Lo scontro, se mai possibile, si è fatto più duro sotto Natale dopo che il Cdm del 24 ha messo a punto i decreti.

E se il premier Matteo Renzi ha parlato ancora di «rivoluzione copernicana» per il nuovo contratto a tutele crescenti, ecco il no deciso di Cgil e sinistra Pd, nonostante lo scampato pericolo dell’opting out, che avrebbe previsto la possibilità per il datore di lavoro di «evitare» il reintegro del dipendente con un superindennizzo.

Per Susanna Camusso si tratta, comunque, di un «via libera a licenziare lavoratori singoli e gruppi di lavoratori».

Le nuove regole investono, infatti, anche i licenziamenti collettivi, il che non piace alla minoranza Dem, che per bocca di Cesare Damiano ha annunciato battaglia.

E se il premier Matteo Renzi ha parlato ancora di «rivoluzione copernicana» per il nuovo contratto a tutele crescenti, ecco il no deciso di Cgil e sinistra Pd, nonostante lo scampato pericolo dell’opting out, che avrebbe previsto la possibilità per il datore di lavoro di «evitare» il reintegro del dipendente con un superindennizzo.

Pure alla destra di Renzi, c’è chi è deluso: l’Ncd, che aveva minacciato tempesta senza abolizione totale dell’articolo 18, si è limitata solo a storcere la bocca di fronte al risultato.

«È mancato il coraggio delle grandi scelte», ha detto l’ex ministro Sacconi.

La nuova era per il mercato del lavoro entrerà in vigore appena completato il passaggio parlamentare e qualche modifica sarebbe ancora possibile, anche se il premier Renzi si è assunto piena responsabilità: «Ho deciso io», ha detto.

In ogni caso, se è che vero che si modificano le tutele in caso di licenziamento illegittimo, resta il reintegro quando si è stati cacciati per vie discriminatorie o nulle per legge.

La «riassunzione» vale anche per i licenziamenti disciplinari. In tutte le altre situazioni, tutto si risolve con un indennizzo, che va da un minimo di 4 mensilità a un massimo di 24, ridotte a 6 per le aziende sotto i 15 dipendenti.

Resta bollente anche il fronte dell’Ilva di Taranto: nella seconda metà di gennaio l’azienda passerà all’amministrazione straordinaria come primo effetto del decreto approvato dal consiglio dei ministri della vigilia di Natale e che porterà a Taranto 2 miliardi di investimenti anche per il Porto. l’Ospedale, e la città. T

radotto: arriverà un nuovo commissario, ma molto più probabilmente saranno tre, come previsto dalla legge. In ogni caso, l’attuale gestione commissariale, guidata da Piero Gnudi, proseguirà fino a oltre la metà di gennaio per la ragione, non ultima, di permettere i pagamenti degli stipendi.

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