sabato 10 giugno 2017
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Btp Italia 2024: cedola 0,40% indicizzato all’inflazione
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Btp Italia 2024: cedola 0,40% indicizzato all’inflazione

Btp Italia 2024: cedola 0,40% indicizzato all’inflazione

Isin IT0005174898: durata 8 anni, in collocamento da domani, 4 aprile 2016, il nuovo BTp Italia consentirà all’investitore di trarre beneficio da un’inflazione in risalita nell’arco dei prossimi otto anni.

Concepito e nato al picco della crisi del debito sovrano nell’Eurozona nel 2012, anno famoso per l’annuncio del liberatorio «whatever it takes» di Mario Draghi, il BTp Italia è arrivato quasi in punta di piedi alla sua nona emissione, al via domani toccando un ammontare di titoli in circolazione pari a 103,8 miliardi.
Questa cifra lo colloca al quarto posto tra le none diverse tipologie di titoli di Stato italiani, dopo i BTp (1.262 miliardi), i BTp indicizzati all’inflazione europea (145 miliardi) e i BoT (118 miliardi).

Dunque il BTp Italia in pochi anni ha già più flottante di strumenti ben più noti e di rilevanza storica come il CTz (52 miliardi), il CcTeu (103,5 miliardi a fine febbraio) e il CcT con cedola indicizzata al BoT.
Il BTp Italia, con le sue rare emissioni annuali (quest’anno saranno due) che lo colloca fuori dal circuito delle aste mensili, è invece un titolo molto popolare tra i risparmiatori, che ne hanno acquistati 50 miliardi sui 100 emessi.
E piace, a volte persino troppo per le mire del Tesoro, agli investitori istituzionali.

Creato con l’obiettivo di attrarre soprattutto l’interesse del risparmiatore privato, il BTp Italia ha centrato finora il suo obiettivo perchè, tra le tante cose, è stato dotato di una protezione speciale sul pagamento degli interessi, nel solco già tracciato (in maniera diversa ma con un successo che non ha eguali nel mondo)dai Buoni postali sul capitale investito.

«Il BTp Italia ha caratteristiche tali da poter attrarre ancor più l’interesse degli investitori in periodi di incertezza come questo – ha detto ieri Maria Cannata, direttore responsabile della gestione del debito pubblico al Tesoro, commentando la nona emissione che prende il via domani.

Il fatto che questo titolo paghi un tasso reale minimo garantito, e che vi sia un floor sul calcolo della cedola con il prezzo che non può scendere sotto 100, è una protezione forte per il sottoscrittore».
Le ultime due emissioni del BTp Italia hanno visto la quota delle sottoscrizioni del risparmiatore in salita, a conferma che in un contesto di tassi molto bassi un titolo che offre una cedola variabile che può salire con l’inflazione attrae. Su questo punta il Tesoro. «Il BTp Italia è un titolo con una volatilità inferiore rispetto a quella dei BTp nominali e dei BTp indicizzati all’inflazione europea.

Ed il nuovo BTp Italia consentirà all’investitore di trarre beneficio da un’inflazione in risalita nell’arco dei prossimi otto anni: attendersi una ripresa della crescita economica e del prezzo del petrolio in otto anni è abbastanza ragionevole», ha sottolineato Maria Cannata secondo la quale anche «la cedola reale minima allo 0,40% offre un buon rendimento: il nuovo BTp a cinque anni, per fare un esempio di confronto, ha un tasso nominale, non reale, dello 0,34%».

Anche il mercato ha fatto i suoi calcoli sul nuovo BTp Italia.
Giungendo alla conclusione che tasso reale minimo garantito e paracadute sulla deflazione sono ancor più appetibili quando messi a confronto con il mondo dei tassi negativi: in aggiunta, le aspettative sull’inflazione attesa nei prossimi otto anni, che è la durata del nuovo BTp Italia, così come riflesse nei rendimenti e tassi di mercato, sono estremamente basse, e potrebbero essere disattese al rialzo.

Il tasso swap sull’inflazione risultava venerdì scorso allo 0,73% mentre il livello dell’inflazione futura incorporato come break-even nei BTp nominali era ancora più contenuto, lo 0,55 per cento. «In questa fase di inflazione molto bassa e soprattutto di aspettative di inflazione inferiore all’1% su otto anni, il BTp Italia ha caratteristiche che lo rendono molto interessante a confronto con un BTp nominale di pari durata – ha puntualizzato Paolo Gandolfi, responsabile gestioni benchmark Euromobiliare AM Sgr (Gruppo Credem).

Il floor del BTp Italia, che protegge l’investitore dalla deflazione e che garantisce una cedola reale minima, aumenta di valore in uno scenario deflazionistico.
In contesti di inflazione bassa, i titoli indicizzati all’inflazione diventano più attraenti dei BTp nominali perchè il rischio di perdita (downside) è inferiore a quello di potenziale guadagno (upside) nel caso l’inflazione salga più del previsto nei prossimi otto anni».

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