lunedì 10 luglio 2017
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Bilaterale Gentiloni Merkel, Ue a due velocità
Paolo Gentiloni

Bilaterale Gentiloni Merkel, Ue a due velocità

Bilaterale Gentiloni Merkel, Ue a due velocità

Il primo bilaterale del premier Paolo Gentiloni con la cancelliera Merkel, in agenda ieri a Berlino, si annunciava pieno di temi scottanti. E infatti i motivi di tensione che si erano venuti a creare negli ultimi giorni tra il nostro presidente del Consiglio (da poco rientrato al lavoro dopo i problemi di salute) e la leader tedesca, non erano pochi.
Tanto per cominciare, il caso emissioni di alcuni modelli di auto della Fca messi sotto osservazione dal ministero tedesco dei Trasporti: «Noi decidiamo per quello che ci riguarda e i tedeschi decidono per le loro questioni», ha tagliato corto Gentiloni, ribadendo implicitamente, con toni ovviamente più pacati rispetto ai giorni scorsi, la correttezza dei test italiani e la loro conformità alle norme Ue.

Gentiloni: Europa a due velocità

Ma al bilaterale, il fronte incandescente riguardava in particolar modo la lettera di «richiamo» della Commissione europea e il tema della rigidità dei conti, in contrapposizione con la flessibilità mantenuta con i Paesi che non rispettano gli impegni sui migranti.
«Non possiamo dare la sensazione che in un mare in tempesta l’Ue si muova con un piccolo cabotaggio e adotti una sorta di flessibilità a corrente alternata: molto rigida sui decimali dei bilanci e molto ampia sulle questioni fondamentali come la questione migratoria», ha detto Gentiloni in una conferenza stampa congiunta.
E ancora: «Abbiamo parlato per anni di un’Europa a due velocità.
Ogni tanto sembra di avere un’Ue a due rigidità: troppo flessibile su alcune cose, troppo rigida su altre. Spero che si faccia, della questione migratoria, una scommessa comune».
Tanto che la Merkel, che ieri ha anche indicato la data per le elezioni politiche in Germania (il 24 settembre), ha dovuto ammettere: «Non c’è ancora una soluzione sostenibile sull’immigrazione e non tutti i Paesi europei sono allo stesso livello sulla responsabilità che si assumono ».
Durante l’incontro, che si è svolto monitorando costantemente l’emergenza nel Centro Italia a causa dalle nuove scosse di terremoto, i due leader hanno affrontato anche altri temi, come le incognite derivate dalla nuova era Trump.
«Dobbiamo capire qual è il modo migliore di collaborare con la nuova amministrazione americana: si tratta di una collaborazione fondamentale ma i nostri principi lo sono altrettanto », ha detto Gentiloni.
E la Merkel ha liquidato la questione così: «Nell’ambito del G20 avremo contatti su tutti i livelli con Trump».

PADOAN, problema dell’Europa è l’Europa

Ma la sfida all’Europa ieri è stata lanciata su più fronti: mentre Gentiloni, sempre in una cornice di «ottimi rapporti », ribadiva alla Merkel il messaggio (in sostanza che l’Italia non ha intenzione di varare manovre aggiuntive), il ministro dell’Economia Padoan, dal Forum di Davos, attaccava: «Il problema dell’Europa è l’Europa.
I nostri problemi nascono a Bruxelles e, talvolta, a Francoforte.
Questo è il problema. Dobbiamo rovesciare completamente le politiche perché ora si stanno dando i giusti argomenti per convincere che il populismo ha ragione».
Oggi Padoan incontrerà il commissario Ue Moscovici, che, sempre da Davos, ieri ha ribadito: «Mi spiace per l’Italia e per Padoan ma altri Paesi hanno grandi surplus esterni mentre l’Italia non ha altrettanti margini di bilancio che consentano la flessibilità che chiede».

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