giovedì 13 luglio 2017
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Berlino boccia Tsipras Grexit per 5 anni, alt Ue: Impraticabile

Berlino boccia Tsipras Grexit per 5 anni, alt Ue: Impraticabile

Berlino boccia Tsipras Grexit per 5 anni, alt Ue: Impraticabile

Sopra al corpo moribondo della Grecia continuano a volare falchi. Minacciosi, scacciano dal cielo le colombe e l’ottimismo. La quiete sembrava a un passo dopo che Tsipras aveva strappato a denti stretti l’ok in patria a nuova austerità salva-euro, misure distanti dal suo programma elettorale, poi ieri la Germania è tornata a fare la faccia cattiva.

Per bocca del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha gelato tutti con un no fragoroso al piano da 12 miliardi presentato da Atene all’ex Troika e approvato dal Parlamento greco grazie alla piroetta del premier: Tsipras, forte della vittoria al referendum di domenica scorsa, ha perfino spaccato Syriza beccandosi 17 voti contro dai duri e puri del suo partito. «Proposte poco credibili. Non hanno fatto nulla per rafforzare la fiducia», ha invece fatto sapere Schaeuble durante il tesissimo Eurogruppo di ieri.

Anzi, si è spinto oltre: ha evocato per 5 anni quello spauracchio chiamato «Grexit», inteso come sospensione dall’euro. Un’uscita a tempo o, in alternativa, altri passi verso i creditori e un fondo fiduciario da 50 miliardi in cui trasferire beni da privatizzare. Assai più morbida e «trattativista » la cancelliera, ma ormai è evidente la guerra di potere in corso: la Merkel vuole il salvataggio pur opponendosi al raddoppio della scadenza del debito, il superministro pretende la Grexit (a tempo).

Ma quest’ultima opzione non piace all’Ue che l’ha definita «legalmente infattibile e senza senso».

I ministri dell’Eurogruppo, riuniti per dare il via libera al terzo salvataggio, lasceranno la palla al summit di oggi e poi al nuovo Eurogruppo di domani: giorni intensi dopo che l’ex Troika ha pure promosso il piano greco, offrendo aiuti per oltre 70 miliardi.

In fondo, la resa dei conti è tutta politica e pesa la diffidenza accumulata in questi mesi: «Ancora non ci siamo, ci sono molte critiche alle proposte greche sulla sostanza e un grosso problema di fiducia », ha sintetizzato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Spingono per un’intesa la Francia e pure l’Italia attraverso un monito lanciato da Matteo Renzi a Bruxelles: «Non rischiamo come Paese, ma è l’Ue che rischia ».

Di certo, sarà difficile coinvolgere i rigoristi seguaci della Germania che bloccano il negoziato, anche se ieri l’allarme è arrivato anche da Bce e Fondo monetario: in coro hanno ribadito che «un incontrollato collasso del sistema bancario greco porterebbe dubbi significativi sull’integrità dell’Eurozona». Intanto, mentre i falchi continuano ad alzarsi in volo, gli istituti ellenici continuano a perdere 100 milioni al giorno.

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