lunedì 10 luglio 2017
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Banche venete, firmato il decreto per il salvataggio
Veneto Banca

Banche venete, firmato il decreto per il salvataggio

Banche venete, firmato il decreto per il salvataggio

Sì di Palazzo Chigi all’operazione: saranno acquisite da Intesa Sanpaolo Il ministro Padoan: «Non c’era alternativa». Ok dell’Ue, oggi sportelli aperti.

Banche venete: venti minuti di dibattito in Consiglio

Venti minuti di dibattito in Consiglio dei ministri, 5,2 miliardi dello Stato subito a disposizione di Intesa Sanpaolo, 17 miliardi complessivamente destinati all’operazione che permette il salvataggio delle banche venete: Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Dichiarate fallite dalla Banca centrale europea e messe in liquidazione, adesso passano al gruppo Intesa Sanpaolo per la cifra simbolica di 1 euro.

Banche venete: ok della Commissione dell’Ue

E in serata è arrivato anche l’ok della Commissione dell’Ue all’operazione. «Lo Stato mette a disposizione risorse per Banca Intesa per 4,785 milioni, relativi a operazioni necessarie per mantenete la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale di Intesa a fronte dell’acquisizione delle due banche», ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Banche venete: dallo Stato 5,2 miliardi

Altri 400 milioni andranno «a copertura delle garanzie attivate per fronteggiare i rischi legati al completamento della due diligence nei confronti dello stock delle sofferenze». Per tutta l’operazione, il governo «mobilizza risorse fino a 17 miliardi», ha spiegato ancora Padoan. Il decreto aprirà la strada alla separazione delle «attività malate» dei due istituti da quelle «good» con la creazione di una «bad bank», creando così le basi per la cessione della parte sana al gruppo Intesa. «Abbiamo evitato un fallimento disordinato. Confido che questa decisione avrà in Parlamento il sostegno che merita», ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. «Non c’erano alternative», ha ribadito il ministro Padoan.
«L’intervento di salvataggio si indirizza innanzitutto a favore dei correntisti e dei risparmiatori delle due banche, a favore di chi nelle banche lavora, più in generale a favore dell’economia del territorio», ha spiegato ancora il premier Gentiloni.
Le due banche venete «continuano a operare di fatto come componenti del gruppo Banca Intesa: non c’è nessuna interruzione, a partire da domani (oggi, ndr), dell’attività normale di sportello », ha sottolineato Padoan.

Banche venete: in sicurezza oltre 50 miliardi di risparmi

«Il nostro intervento consentirà di mettere in sicurezza oltre 50 miliardi di risparmi affidati alle due banche e di tutelare 2 milioni di clienti, di cui 200 mila aziende operanti in aree tra le più dinamiche del Paese», ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina.
«Oltre a questo, l’integrazione delle due banche e del relativo personale sarà gestita senza licenziamenti, ma solo attraverso uscite volontarie».

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