sabato 10 giugno 2017
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Banche, Padoan rassicura: tuteleremo i risparmiatori
Pier Carlo Padoan, Ministro dell'economia e delle finanze italiano

Banche, Padoan rassicura: tuteleremo i risparmiatori

Banche, Padoan rassicura: tuteleremo i risparmiatori

LA PARTITA DELLE BANCHE A BRUXELLES

Il ministro frena sull’intervento pubblico, il presidente del Consiglio: «Accordo Ue vicino». L’Eurogruppo «La crisi non è acuta»

Ufficialmente il tema banche non è tra quelli in agenda all’Ecofin, la riunione di oggi dei ministri finanziari dell’Ue con vista su Brexit e sui conti di Spagna e Portogallo, e non lo era nemmeno nella seduta di ieri dell’Eurogruppo. In realtà, sull’asse Roma-Milano-Bruxelles le tensioni che attraversano il sistema bancario italiano continuano a restare al centro del dibattito e delle preoccupazioni in Europa, così come il possibile intervento pubblico sugli istituti di credito nazionali con un faro particolare su Mps per il quale bisognerà aspettare il responso degli stress test atteso per il 29 luglio.

Il ministro dell’Economia Padoan, dal vertice dei ministri dell’Eurozona, si è mostrato cauto sull’ipotesi di un intervento del Tesoro nel capitale del Monte dei Paschi (la normativa Ue sulle banche lo rende possibile in caso di bocciatura negli stress test) e ha chiarito che il governo italiano sta lavorando per predisporre «strumenti precauzionali che come tali saranno usati soltanto se necessario» con la certezza che però «i risparmiatori saranno salvaguardati». Prosegue il dialogo con Bruxelles sulla flessibilità delle norme sul bail-in, contatti che per Padoan «continuano positivamente».

E proprio su questo fronte, il premier Renzi ha lasciato trapelare che «un accordo con l’Ue compatibile con le regole attuali è a portata di mano».

Quello che preme più di tutto è rassicurare i correntisti e i risparmiatori che la fragilità attuale del sistema non avrà ripercussioni sui loro conti. Il tema non è solo italiano, anzi, il presidente del Consiglio è tornato a dirsi «più preoccupato per i derivati delle banche di altri Paesi piuttosto che per i crediti deteriorati delle banche italiane».

E a gettare acqua sul fuoco è stato anche il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem secondo cui le difficoltà delle banche italiane legata alle sofferenze «non è acuta e questo ci dà il tempo di trovare una soluzione», anche se ha chiarito «ci opporremo fortemente agli aiuti pubblici perché sono misure che colpiscono i contribuenti e aumentano il debito in Paesi già altamente indebitati».

Una sponda arriva dalla Francia: per il ministro delle Finanze Sapin «è un dovere essere solidali con l’Italia che sta adottando le misure necessarie per creare fiducia nell’intero sistema bancario italiano» e anche il ministro tedesco Schäuble si è augurato che «non si speculi sulle banche italiane prima dei risultati dello stress test».

Ieri è stata una giornata positiva a Piazza Affari (+1,21% il Ftse Mib) con i titoli degli istituti di credito che hanno respirato. Recupero del Monte dei Paschi (+6,9%), bene anche Bper (+4,7%), Banco Popolare (+3,5%), Bpm (+2,9%) e Intesa Sanpaolo (+2,2%), mentre Unicredit ha ceduto il 2,9%.

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