martedì 13 giugno 2017
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Banche in crisi, Visco all’Ue: Rivedere regole BAIL IN
Banche in crisi, Visco all’Ue: Rivedere regole BAIL IN

Banche in crisi, Visco all’Ue: Rivedere regole BAIL IN

Banche in crisi, Visco all’Ue: Rivedere regole BAIL IN

Banche in crisi, Visco all’Ue: «Rivedere regole per i salvataggi» «Le banche italiane sono ben patrimonializzate, anche grazie all’azione prudente e pressante della Vigilanza».
È intervenuto sul tema del momento, ieri al Forex di Torino, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco.
E ha usato parole rassicuranti per i tanti risparmiatori preoccupati: «I crediti deteriorati sono ampiamente coperti da svalutazioni e garanzie».

Richiamando le parole del presidente Bce, Mario Draghi, ed escludendo che ci possano essere nuovi aumenti di capitale, ha difeso il contestato Salva-Banche.

Più nel dettaglio, l’operato della vigilanza su Cariferrara, Carichieti, Banca Marche e Banca Etruria: «La sequenza degli interventi è stata come in tutti gli altri casi affrontati negli ultimi 15 anni». Inoltre, il taglio del valore delle sofferenze (al 17% del nominale) delle quattro banche è stato determinato «non in modo discrezionale ma in base a precise norme europee perché non c’erano alternative concrete tranne quella ben più traumatica della messa in liquidazione».

BAIL IN: perdite a carico dei risparmiatori in caso di crisi bancaria

In ogni caso, l’Italia dovrebbe chiedere la «revisione, da avviare entro giugno 2018» della direttiva dell’Unione europea che prevede il cosiddetto “Bail in”, ovvero le perdite a carico dei risparmiatori in caso di crisi bancaria.

Nel frattempo, la Banca d’Italia ha chiesto agli istituti di credito italiani di creare, seguendo la possibilità offerta dalle norme europee, un fondo volontario per la gestione delle crisi: sarebbe «aggiuntivo rispetto ai sistemi obbligatori di garanzia dei depositanti».

Altro ottimismo, poi, sulle nostre prospettive di crescita: Visco ha spiegato che il Pil potrebbe aumentare «attorno all’1,5% sia nel 2016 che nel 2017». Però, per questo scenario deve proseguire il rafforzamento della domanda interna e degli investimenti. E, a dirla tutta, sul tema un rischio c’è: «L’incertezza del contesto internazionale».

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