lunedì 12 giugno 2017
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Accordo in bilico per la Grecia: scontro con l’Fmi

Accordo in bilico per la Grecia: scontro con l’Fmi

Accordo in bilico per la Grecia: scontro con l’Fmi

Nulla di fatto nell’Eurogruppo, ma oggi si ritenta.
E Tsipras attacca: «Qualcuno fa i suoi interessi…»

L’ottimismo è il profumo della vita» recitava Tonino Guerra in un famoso spot.

L’ottimismo aveva accompagnato e invaso gli ultimi giorni delle trattative sul futuro della Grecia. Dichiarazioni costruttive, aperture, propositi, fotografie ammiccanti e abbracci, con le Borse pronte a scommettere sull’imminente accordo. Ieri però, l’Eurogruppo, che doveva essere risolutivo, ha mantenuto il dibattito per un’ora e mezza.

Poi tutto è stato sospeso. Presagi di un nulla di fatto che avevano colto anche gli investitori (Atene ha chiuso col -1,77%, Milano -0,5%). A sintetizzare il clima è riuscito il ministro delle Finanze della Finlandia Alexander Stubb: «Ci sono stati un sacco di avanti e indietro tra il livello tecnico e politico e non abbiamo visto proposte concrete».

C’è chi ha cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno: «Stiamo facendo progressi», ha detto Valdis Dombrovskis, commissario europeo per l’euro. I ministri si rivedranno oggi dalle 13.

Ieri Tsipras ha cercato di smussare le divergenze incontrando fino a notte fonda i rappresentanti della Commissione europea, Fmi e Bce. La scadenza del 30 giugno incombe. La Grecia dovrà pagare 1,6 miliardi al Fmi.

Le nubi si erano addensate già dal pomeriggio quando il premier greco Alexis Tsipras aveva incontrato il presidente delle Commissione Ue Jean-Claude Juncker, il direttore del Fmi Christine Lagarde e il presidente della Bce Mario Draghi.

Cinque ore di colloqui serrati con poche aperture. «Sono fermi alle stesse linee rosse», aveva sintetizzato un funzionario. E che la situazione fosse difficile lo avevano già dimostrato le dichiarazioni di Tsipras: «C’è qualcuno che non vuole trovare un accordo o che vuole difendere interessi specifici. Con Portogallo e Irlanda si era stati più flessibili».

La Lagarde aveva cercato di rasserenare il clima, sentendosi, forse, chiamata in causa. «Nessuno si augura la Grecia fuori dell’Ue, ma vogliamo proposte tangibili». Le difficoltà per Tsipras vengono anche dall’interno. Un accordo con l’Ue dovrebbe essere ratificato dal Parlamento di Atene. E il suo partito Syriza ha le idee chiare sulle trattative: «Il governo lotta contro l’estorsione».

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