mercoledì 12 luglio 2017
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Btp: è arrivato il momento di vendere e incassare il gain?

Btp: è arrivato il momento di vendere e incassare il gain?

Btp: è arrivato il momento di vendere e incassare il gain?

L’attesa del Qe della Bce schiaccia i rendimenti: aumenti di 25 punti base possono causare perdite nel capitale fino al 4,3%

Un btp decennale che rende il 2%, non si era mai visto.

Una situazione eccezionale, spiegano gli esperti, che in condizioni di mercato “normali” probabilmente non si sarebbe mai verificata.

Ma da tre anni a questa parte c’è poco di ordinario sul mercato dei bond governativi dell’eurozona.

Siamo passati dalla crisi del debito sovrano, con rendimenti anche oltre il 6%, alla situazione attuale dove il rischio sembra essere completamente scomparso.

Un dato finanziario che stride con i fondamentali dell’economia reale, l’Italia da troppi trimestri non cresce e ha uno dei debiti pubblici più alti al mondo. Si sa che i tassi non possono scendere all’infinito.

Arriverà dunque un momento in cui inevitabilmente la risailita si concretizzerà: fino a oggi tutti gli avvertimcnti sono stati vani e chi ha acquistato il decennale solo a inizio anno ha guadagnato ben il 16% (in base alla % del BTp future) senza contare l’impatto delle cedole.

Con l’abbondante liquidità ancora in circolazione, con l’attesa di una nuova inondazione di mille miliardi di euro attraverso il quantitative easing (Qe) della Bce previsto peril primo trimestre del 2015, e con l’attenzione vigile delle Banche centrali a livello internazionale, è difficile ipotizzare un’inversione repentina dalla curva. Ma con rendimenti cosi schiacciati, e cedole cosi misere, bastano piccoli movimenti per accusare perdite in conto capitale e vanificare 1’effetto incasso.

Esemplare quanto accaduto giovedì scorso quando il rendimento sul BTp in pochi minuti è balzato dall’1.98% al 2.05%, perchè il mercato si attendeva segnali incisivi da parts della Bce sul lato del Qe.

Ora l’attenzione degli operatori si sposta su gennaio.

Come emerge dalla simulazione realizzata da AdviscOnly che prendono in considerazione differenti Btpc on scadenze da uno a 30 anni e quattro scenari di aumento dei rendimenti, un aumcnto oggi dei rendimenti di 25 punti base può provocare una caduta delle quotazioni fino al 4,3% (per la scadenza più lunga a 30 anni) con possibili, pesanti perdite in conto capitale.

I risparmiatori che possiedono titoli a lungo termine e non vogliono portare i bond a scadenza devono valutare il livello di perdite che possono sopportare.

«Quando la crescita economica langue i tassi bassi sono fisiologici per le basse aspettative di inflazione.

Ma i tassi implicano anche il rischio di credito, legato alla sostenibilità del debito, non scontata perl’Italia.

Oggi non sembrano esserci timori tra gli operatori sull’Italia, quindi i rendimenti potrebbero ancora scendere leggermente spinti dal trend.

Ma un rialzo è più probabile di forti discese.

Noi immagino risalite drammatiche ma nell’ordine dei 50 punti base, a meno di notizie imprevedibili a scuotere il mercato che potrebbero portare a rialzi superiori.

Gil sviluppi in Grecia, eventuali elezioni anticipate in Italia, le mosse delle agenzie di rating possono essere eventi di rilievo.

Anche chi possiede titoli a breve non è esente da rischi.

Chi possiede un triennale con un rendimento a scadenza dello 0,65%, vedrebbe il beneficio della cedola annullato dalla discesa dei prezzi legata a un rialzo dei rendimenti di 25 punti base.

Chi ha comprato i titoli nel 2011 può dormire sonni più tranquilli.

Più colpiti da questi potenziali movimenti sono gli investitori che hanno acquistato non troppo tempo fa, hanno scadenze medio-lunghe e non porteranno i titoli a scadenza perchè hanno bisogno di liquidare l’investimento.

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